martedì, 29 aprile 2008
S’increspa triste
Nel tuo farti vicina
Carponando
Su ferite che Tempo
Non nasconde
Perdendoti
Sullo scavo che s’apre
All’abbaglio artificioso
Ora,forse,più bugiardo.
A nulla serve eclissarmi
Dietro ogni lancetta
Se timore è rumore
Che rivela la mia ombra.
Al buio sei.
Anni di nuovo perduti.
E in bagno
Sorriso sullo spazzolino.
Ormai asciutto.
sabato, 26 aprile 2008
Io voglio solo capovolgere il mondo e buttarmi,dare un senso al sollievo che attendo, cadendo senza mai atterrare, farmi consistenza di pensiero e smetterla di virgolettare tutte le mie idiozie che non mi svuotano mai del tutto. Sono saturo di nolontà anche perché ogni scelta giusta non dura che il tempo di pentirmene. Non sai da quanta infelicità t’ho salvata e ancora non capisci che non sono io la gravità fatta carne per il tuo corpo innocente,non sono io la luce impazzita ma solo un abbaglio sul tuo percorso. Posso restare a marcire coi miei sogni inesplicabili che son sempre meglio dei miei risvegli fin troppo chiari per uno che ha scelto da tempo l’ombra per un’esistenza latente eterna e soppressa al primo schiocco di limpidezza.
Resti pure polvere ogni mio buon intento,almeno mi sono appartenuto nelle menzogne e nell’evanescenza di credermi sempre a un’unghia dalla cima. Ho visto ragni più capaci di me , di conseguenza di mille più inutili di me, di fare e disfare a piacimento valigie di perfezione catturando la luce necessaria a far sublime ogni tortura,cieli spettinarsi e ricomporsi e vendersi senza perdere mai la maestosa meraviglia nei miei occhi navigati… Forse son vissuto al contrario ed ora che sarei ancora polline rilascio un liquoroso,distillato, Fine.
martedì, 22 aprile 2008
Che lingua parlano i miei pensieri oggi che mi mostrano immagini mute di un avvenire troppo simile ai giorni passati con lo stesso sbuffare delle candele che pare fatto per proteggermi dall’invisibile? È tutto un dimenticare le cose che già so e che nel rinnovare mi dovrebbe far sentire pieno. Notturno è già l’aria che indugia ai vetri,nemmeno il volo mi calma con le sue corse al riparo nelle fronde moleste. Oggi è di una tristezza violenta in Bemolle,è una pioggia che inacidisce dentro e una paura che schiaccia al muro per recuperare mattoni,è una guerra atona,una fuga sulle tegole smosse,una mano che non mi entra nemmeno tra i capelli,che m’abbandonano e fanno un rumore di resa,oltre 180 pericoli da moltiplicare per le direzioni e le dimensioni e i poli che discernono in comizio coi fumaioli di una morte già necessaria a liberare un angolo nelle menti che già ho baciato e che m’hanno stretto in sogno.
mercoledì, 16 aprile 2008
Sono cardini le cicatrici
Nemmeno silenziosi
Ma raglianti sberleffi e dolori
Foss’anche Pietà a farne leva.
E’ un tempo marcio
A coprire le trappole
E un andante indotto
Su corde sospese e assi rotte.
sabato, 12 aprile 2008
Poco prima di mezzanotte
Il tuo sguardo
Ad ogni ora del giorno.
E n'amarezza a labbro
Rampicante senza verde
Rovi e spine fino al
Decentrato Centro.
Questa voce fatta friabile.
Non edule un mistero
E scrigni
Dietro le mura del cimitero.