sabato, 12 luglio 2008

Al risveglio

solo una tortora

a cantare l’angoscia

e un mattino

recante ancora

i profumi della sera.

 

Roma immaginata

Roma sognata

 

di passi croccanti nel parco

e un futuro visionario

di un passato in lcd.

 

Al risveglio

é un cielo a raffreddarsi

a nord di questo nord

così distante dalle bugie,

dalle giacche smesse,

tramate di cristalli d’arancia

come non è stato toccarti.

 

Invero mi manchi

e pesa

asciugarmi sempre

le tue parole monche addosso.

 

Oggi non ho voglia di caffè.

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categoria:sogni, experimental, collapse, absentia, funere, carpenoctem
giovedì, 10 luglio 2008

Seno di certe illusioni

l’altura che fine non ha,

ambra di tutto il taciuto,

pastura di piume e di mai.

 

Obliquo cadere

di sabbia già vetro

se venefica ingoi

tua forza in dissolvenza.

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categoria:volobliquo, experimental
sabato, 28 giugno 2008

Forse

non incontrerai

che specchi caduti

bugiardi persino

davanti alla morte.

Perduta nella stessa fetta buia

di un te che vuoi ammutolire

senza aver lavato le mani

ancora grondanti

congelate attorno un gesto

di morbido conforto.

Stupide corse

tra gli inganni di Escher

a salvar noi stessi

che salvi non lo siam mai.

Ancora vaghi

prigioniera

di un risveglio mancato

tra il colore del mare

e quello del sangue.

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categoria:absentia, ex inferis, carpenoctem
lunedì, 16 giugno 2008

È che
mi sei rimasta troppo tempo
attaccata alla pelle
escoriandomi i sogni,
lenendo le furie,
che se hai scelto una carta
per coperta
ti confonderò
con tutto
cercandoti a ritroso,
scavando le cortecce.

Sempre sguardi bassi,
radenti
incalcolabili passi
sperando
di perdermi ogni sera
e ritrovarti
alla stessa foce
ad attendere
il primo volo del ritorno.

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categoria:collapse, absentia, funere
venerdì, 13 giugno 2008

Con fattezza di sogno

raggiungerò i tuoi campi

avari di solchi fruttiferi Tempo.

Arduo vangare per chi troppo s’appartiene

ridarti sangue e propoli

e linfa alle brulle vene.

Amor che troppo supera i respiri

lenir conviene e addolcir l’impeto

della sabbia non venga ad esserne male.

Già alta la luce sui sensi

s’aggrava fatica ma rimesta l’intento

forma non muti in cuor di sementi.

Fossi restano le culle

vacue adagiate e scintille per fatui

mi perdo ora dove germogli disseti.

Gli ultimi,son passi all’ombra tua

dilatata,ma ancor meno della fierezza

d’essermi spento uomo,pago d’una tua carezza.

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categoria:experimental, absentia
martedì, 03 giugno 2008

Ho idea di te poggiata ad ogni ulivo

Incontrato sulla via a darti i suoi rami

Contorto dai groppi respinti

Piegato al dolore dei tuoi racconti

Che il vento non ha saputo eguagliare.

E più grande l’avverso

Più alto l’indifferente scendeva ad ascoltare

Seguendo la semina distratta delle ombre:

Abbandono di spoglie mai pese.

Dimmi poi,se non è rugiada quel che resta

Di te diroccata,

Di te sola,

Di me che non c’ero.

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categoria:cogitando, experimental, collapse
martedì, 27 maggio 2008

S’espia ogni peccato

Se tua mancanxa più grande

È non sapere

“Come si fa a smettere d’amare?”

E riesci ad ammutolire tutti i miei

“Lo so!”

Con le morti trasparenti

Già in fuga dai bracieri delle tue gote.

Anima che vola al cielo in frammenti.

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categoria:cogitando, experimental, collapse
sabato, 17 maggio 2008

Tanto una fottuta condanna c’è sempre;attenderla o andarle iincontro non credo più faccia differenza,proprio come il filo sottile che lega questa Vita merdosa alla Morte certamente merdosa anch’essa. Questi indegni esseri partoriti da puttane gravide perché mai dovrebbero spingermi alla carità e alla pietà? Perché dovrebbero interessarmi questi concetti che non hanno sfiorato la mia lenta esistenza? Credo ci sia ormai lo stesso concetto di giustizia che ci sarebbe in un mondo dominato dal Caos,quello legato alla casualità degli eventi. Mi vien da pensare che in un luogo diverso,se non in quello stesso luogo,le cornacchie avrebbero potuto danzare,sputare od orinare sul suo corpo trasperente il dolore ancora racchiuso mentre ancora carezze sui loro pianti acidi che scioglierebbero il silicone d‘ogni rifatto esistere, ancora il sonno esiste e vi quieta,ancora scrime da sistemare ed abiti puliti e profumati alle margherite. Perché ancora i muri delle case reggono il peso di tanto inutil vivere? Non siam già pronti per l’ultimo pasto da servire all’Atteso Dilagare del Veleno?

Che sia possibile ancora restare all’ingrasso delle violenze?

E perché il conto che si ritiene saldato si ripresenta poi sotto le stesse spoglie anche quando ormai già si veste l’abito del monaco?

E rifugiatevi poi dietro al concetto di Stato,lo stesso Stato che confessate timorosi poi di non amare perché non riesce a farvi da spalla contro le paure.

Penso sempre che a tutto questo colorare confuso dei giorni non si dovrebbe sopravvivere eppure…

Ancora sveglio. Ogni mattina. Ogni passo di ritorno verso la mia incrollabile casa.Ogni amaro liquore. Ogni ossuta rabbia.

Darei un volto nuovo ai miei tormenti se…

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categoria:cogitando, ex inferis
venerdì, 16 maggio 2008

Si distende ormai arcuata

inverosimile purezza decaduta

liquefatta in pochi inverni

liberando le fiamme già note.

Scaricate pure le colpe su Giuda

e poi salvatelo per carità acquistata

e perdonate chi già marchiato

espande le sue risa sporche.

La differenza consiste nel fatto

che Io

saprei uccidere e ingoiare l'Attesa

mentre Voi

Sapete redimere e cadere ancora da Ignobili.

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categoria:guerra, cogitando, ex inferis
venerdì, 09 maggio 2008
A. Kubin _straznik_1903So solo
Che il semaforo continua
Il suo lavoro vigile
Nella desolazione di una notte
Che sa già di sonni afosi,
Che rigirarmi nel limbo
Delle lenzuola
È come cadere dai bordi di un cucchiaio
E un glossario
D’incubi in placenta.

Sgocciolante voce
Non si cheta
Nelle braccia
E m’induce ancora
A muovermi
Su d’un velluto freddo
Stanco di me.
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categoria:sogni, collapse, ab ars