martedì, 03 giugno 2008

Ho idea di te poggiata ad ogni ulivo

Incontrato sulla via a darti i suoi rami

Contorto dai groppi respinti

Piegato al dolore dei tuoi racconti

Che il vento non ha saputo eguagliare.

E più grande l’avverso

Più alto l’indifferente scendeva ad ascoltare

Seguendo la semina distratta delle ombre:

Abbandono di spoglie mai pese.

Dimmi poi,se non è rugiada quel che resta

Di te diroccata,

Di te sola,

Di me che non c’ero.

postato da: GLASYABOLAS alle ore 16:51 | Permalink | commenti (6)
categoria:cogitando, experimental, collapse
martedì, 27 maggio 2008

S’espia ogni peccato

Se tua mancanxa più grande

È non sapere

“Come si fa a smettere d’amare?”

E riesci ad ammutolire tutti i miei

“Lo so!”

Con le morti trasparenti

Già in fuga dai bracieri delle tue gote.

Anima che vola al cielo in frammenti.

postato da: GLASYABOLAS alle ore 12:17 | Permalink | commenti (4)
categoria:cogitando, experimental, collapse
sabato, 17 maggio 2008

Tanto una fottuta condanna c’è sempre;attenderla o andarle iincontro non credo più faccia differenza,proprio come il filo sottile che lega questa Vita merdosa alla Morte certamente merdosa anch’essa. Questi indegni esseri partoriti da puttane gravide perché mai dovrebbero spingermi alla carità e alla pietà? Perché dovrebbero interessarmi questi concetti che non hanno sfiorato la mia lenta esistenza? Credo ci sia ormai lo stesso concetto di giustizia che ci sarebbe in un mondo dominato dal Caos,quello legato alla casualità degli eventi. Mi vien da pensare che in un luogo diverso,se non in quello stesso luogo,le cornacchie avrebbero potuto danzare,sputare od orinare sul suo corpo trasperente il dolore ancora racchiuso mentre ancora carezze sui loro pianti acidi che scioglierebbero il silicone d‘ogni rifatto esistere, ancora il sonno esiste e vi quieta,ancora scrime da sistemare ed abiti puliti e profumati alle margherite. Perché ancora i muri delle case reggono il peso di tanto inutil vivere? Non siam già pronti per l’ultimo pasto da servire all’Atteso Dilagare del Veleno?

Che sia possibile ancora restare all’ingrasso delle violenze?

E perché il conto che si ritiene saldato si ripresenta poi sotto le stesse spoglie anche quando ormai già si veste l’abito del monaco?

E rifugiatevi poi dietro al concetto di Stato,lo stesso Stato che confessate timorosi poi di non amare perché non riesce a farvi da spalla contro le paure.

Penso sempre che a tutto questo colorare confuso dei giorni non si dovrebbe sopravvivere eppure…

Ancora sveglio. Ogni mattina. Ogni passo di ritorno verso la mia incrollabile casa.Ogni amaro liquore. Ogni ossuta rabbia.

Darei un volto nuovo ai miei tormenti se…

postato da: GLASYABOLAS alle ore 14:33 | Permalink | commenti (4)
categoria:cogitando, ex inferis
venerdì, 16 maggio 2008

Si distende ormai arcuata

inverosimile purezza decaduta

liquefatta in pochi inverni

liberando le fiamme già note.

Scaricate pure le colpe su Giuda

e poi salvatelo per carità acquistata

e perdonate chi già marchiato

espande le sue risa sporche.

La differenza consiste nel fatto

che Io

saprei uccidere e ingoiare l'Attesa

mentre Voi

Sapete redimere e cadere ancora da Ignobili.

postato da: GLASYABOLAS alle ore 14:36 | Permalink | commenti (3)
categoria:guerra, cogitando, ex inferis
venerdì, 02 maggio 2008
Perché non s’incontrano i nostri pensieri radenti?
Che non t’abbia già sfondato lo spettro di tutte le paure necessarie pur avendoti mostrato la macchia immensa che rappresento?
Ti nascondi inutilmente dietro lo specchio che conserva ancora fiducioso la tua immagine e non c’è porta che riesca ad ottenebrare il profumo dei tuoi capelli che già conosco pur non avendoli assaggiati.
Sprofondiamo ,avvitiamo ,danziamo su questa poca sabbia che c’è data calpestare ancora umida dei colori di un mattino che non vuol svegliarsi e non lasciarmi con i pugni pieni di gemme che già in sogno m’han derubato di un ritorno ai battiti più ricco.
postato da: GLASYABOLAS alle ore 14:57 | Permalink | commenti (1)
categoria:cogitando, pasiòn
sabato, 26 aprile 2008
Io voglio solo capovolgere il mondo e buttarmi,dare un senso al sollievo che attendo, cadendo senza mai atterrare, farmi consistenza di pensiero e smetterla di virgolettare tutte le mie idiozie che non mi svuotano mai del tutto. Sono saturo di nolontà anche perché ogni scelta giusta non dura che il tempo di pentirmene. Non sai da quanta infelicità t’ho salvata e ancora non capisci che non sono io la gravità fatta carne per il tuo corpo innocente,non sono io la luce impazzita ma solo un abbaglio sul tuo percorso. Posso restare a marcire coi miei sogni inesplicabili che son sempre meglio dei miei risvegli fin troppo chiari per uno che ha scelto da tempo l’ombra per un’esistenza latente eterna e soppressa al primo schiocco di limpidezza.
Resti pure polvere ogni mio buon intento,almeno mi sono appartenuto nelle menzogne e nell’evanescenza di credermi sempre a un’unghia dalla cima. Ho visto ragni più capaci di me , di conseguenza di mille più inutili di me, di fare e disfare a piacimento valigie di perfezione catturando la luce necessaria a far sublime ogni tortura,cieli spettinarsi e ricomporsi e vendersi senza perdere mai la maestosa meraviglia nei miei occhi navigati… Forse son vissuto al contrario ed ora che sarei ancora polline rilascio un liquoroso,distillato, Fine.
postato da: GLASYABOLAS alle ore 10:22 | Permalink | commenti (2)
categoria:cogitando, libera me, collapse, carpenoctem
martedì, 22 aprile 2008
Che lingua parlano i miei pensieri oggi che mi mostrano immagini mute di un avvenire troppo simile ai giorni passati con lo stesso sbuffare delle candele che pare fatto per proteggermi dall’invisibile? È tutto un dimenticare le cose che già so e che nel rinnovare mi dovrebbe far sentire pieno. Notturno è già l’aria che indugia ai vetri,nemmeno il volo mi calma con le sue corse al riparo nelle fronde moleste. Oggi è di una tristezza violenta in Bemolle,è una pioggia che inacidisce dentro e una paura che schiaccia al muro per recuperare mattoni,è una guerra atona,una fuga sulle tegole smosse,una mano che non mi entra nemmeno tra i capelli,che m’abbandonano e fanno un rumore di resa,oltre 180 pericoli da moltiplicare per le direzioni e  le dimensioni e i poli che discernono in comizio coi fumaioli di una morte già necessaria a liberare un angolo nelle menti che già ho baciato e che m’hanno stretto in sogno.
postato da: GLASYABOLAS alle ore 11:00 | Permalink | commenti (5)
categoria:cogitando, experimental
mercoledì, 16 aprile 2008
Sono cardini le cicatrici
Nemmeno silenziosi
Ma raglianti sberleffi e dolori
Foss’anche Pietà a farne leva.

E’ un tempo marcio
A coprire le trappole
E un andante indotto
Su corde sospese e assi rotte.
postato da: GLASYABOLAS alle ore 19:43 | Permalink | commenti (3)
categoria:cogitando, libera me, trilogea
sabato, 12 aprile 2008

Poco prima di mezzanotte
Il tuo sguardo
Ad ogni ora del giorno.
E n'amarezza a labbro
Rampicante senza verde
Rovi e spine fino al
                                                Decentrato Centro.
Questa voce fatta friabile.
Non edule un mistero
E scrigni
Dietro le mura del cimitero.

postato da: GLASYABOLAS alle ore 14:59 | Permalink | commenti (2)
categoria:cogitando, experimental
giovedì, 20 marzo 2008
IMG_0528Sapresti impacchettare anche l'Amore
per non sfigurare Delicata.
E che mistero fumoso avvolge le tue membra
che ad ogni respiro si fa più denso?
Sai di gelatina anche quando già lontana
con te andar di corsa è perder tempo
tu non ne sei un quarto
nè quarta mancanza
Intera di bracci che forieri di sale e miele
guardarti è l'Infinito che non stanca.
Certo d'averti già provata
torni Primizia ad ogni rima.
postato da: GLASYABOLAS alle ore 20:27 | Permalink | commenti (4)
categoria:cogitando, pasiòn